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"Per non rimanere incinta (…) escrementi di coccodrillo, mescolarli con pasta di pane, inumidire…”.

Comincia proprio così la prima di tre ricette, che indicano la preparazione di suppositorii vaginali, comparsa su un papiro medico egizio datato al 1850 a.C., la più antica testimonianza di un farmaco anticoncezionale. Per meglio comprendere l’uso dello strano ingrediente bisogna precisare che il coccodrillo, nell’Antico Egitto, era associato al dio Seth che, sempre secondo gli antichi egizi, aveva il potere di serrare l’utero provocando emorragie ed aborti e di schiuderlo favorendo le mestruazioni, il concepimento ed il parto. Invero, ritroviamo l’immagine del dio Seth proprio sugli amuleti uterini.

  La scoperta ad Amarna, località ove un tempo sorgeva l’antica città egizia di Akhetaton, tra Il Cairo e Luxor. Paul Nicholson è l’archeologo a capo del team dei ricercatori dell’Università britannica di Cardiff che ha riportato alla luce i resti di un’antica fornace che fabbricava materiale vitreo. Una fornace che produceva vetro per fabbricare monili, preziosi, amuleti, ma anche oggetti di uso quotidiano. Nicholson e il suo team sono arrivati a datare l’antica officina, che risulta essere stata costruita ed utilizzata durante il regno del faraone Akhenaton il quale regnò intorno al 1350 a.C. per circa 15 anni.

 Osservare questo bizzarro dinosauro con il muso che assomiglia ad un’aspirapolvere, ci suggerisce che i mangiatori di piante dal lungo collo come il ben noto Diplodocus non hanno avuto sempre le teste negli alberi. I risultati delle analisi sono basati su fossili di 110 milioni di anni fa, trovati nel Sahara dalla spedizione della National Geographic Explorer e di Paul Sereno, un paleontologo della University of Chicago con i suoi colleghi. Sereno ha chiamato il dinosauro Nigersaurus, un cugino più giovane del Diplodocus, scoperto nel 1999 grazie ad una manciata di resti fossili grazie ai quali è stato distinto, compreso un cranio. Le ossa di questo nuovo esemplare sono state scoperte nel Niger negli anni 50 dai paleontologi Francesi.

 Una nuova specie di dinosauri carnivori più grande del T-Rex è stata identificata dai resti trovati nel Nord dell’Africa, lo dicono gli esperti di fossili.

 La scoperta è di questi giorni ed è stata annunciata dal dipartimento di Egittologia della Russian Academy of Science. Un gruppo di archeologi russi ha portato alla luce, in Egitto, delle mummie molto ben conservate appartenenti al periodo Tolemaico. “Mummie così ben conservate di questo periodo sono estremamente rare” ha detto Galina Belova.

 Una mascella di 10 milioni di anni recentente dissotterrata in Kenya può appartenere all’ultimo antenato comune dei gorillas, scimpanzè ed esseri umani, dicono i ricercatori.

 Il volto di uno dei reali d’Egitto più misteriosi, il re bambino Tutankhamun, è per la prima volta esposto al pubblico. La sua mummia viene mostrata in un clima-controllato all’interno della sua tomba nella Valle dei re a Luxor.

 La splendida regina Ankh Esen Amon, in preda allo sconforto per la morte del marito Tut Ankh Amon e timorosa di venire eliminata dal successore del faraone-bambino, scrisse una lettera accorata a Suppiluliuma, sovrano degli ittiti, nemici dichiarati degli egizi: gli chiedeva in sposo un giovane principe, a cui avrebbe promesso amore eterno e la possibilità di regnare sull'Alto e Basso Egitto.

 Gli archeologi hanno finalmente la prova dell’estrazione su grande scala dell’oro nel Regno antico di Nubian di Kush lungo il fiume Nilo. La nuova scoperta fa parte di un programma internazionale volto a salvare più manufatti possibili, prima che la diga di Merowe inondi una fascia a Nord del Nilo di oltre 160 Km.

 I primi capitoli dell'evoluzione umana sono tutti da riscrivere a quanto risulta dalla scoperta fatta in Kenya non lontano dal lago Turkana e descritta sulla rivista scientifica Nature. Secondo il gruppo internazionale di ricerca autore dello studio che si è aggiudicato la copertina della rivista, i nuovi fossili provano che due specie del genere Homo, l'Homo habilis e l'Homo erectus, contrariamente a quanto creduto finora, non sono l'una l'evoluzione dell'altra, ma due specie sorelle che sono vissute contemporaneamente condividendo per circa mezzo milione di anni lo stesso luogo in Africa Orientale.

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