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L´annuncio arrivato nei giorni scorsi da parte della catena retail slovena Mercator, riguardo la possibilità dell´uscita dal mercato albanese, mette in luce le difficoltà del settore, caratterizzato da un´eccessiva frammentazione e da un progressivo impoverimento.

La situazione è il frutto del sovraffollamento del mercato, oberato in pochi anni dall´assalto di varie catene internazionali, alla ricerca della nuova ´gallina dalle uova d´oro´ attraverso cui far fronte agli effetti della crisi nell´area euro. 
 
Nel giro di un paio d´anni, la competizione è letteralmente esplosa, dovendosi però confrontare in breve tempo col calo della domanda anche in Albania: troppo in troppo poco tempo, in un mercato incapace di assorbire l´offerta. Gli effetti della crisi internazionale, e in particolare di quanto avvenuto in Grecia prima e in Italia poi si sono fatti rapidamente sentire anche in Albania: i due Paesi sono infatti i primi partner commerciali, oltre ai principali bacini di riferimento per la manodopera degli emigranti, le cui rimesse costituiscono ancora oggi uno dei pilastri su cui si reggono i redditi delle famiglie e con essi l´intera economia.
 
Anche in Albania si è rapidamente affermata una cultura del risparmio volta ad evitare le spese superflue: ne fa le spese chi, arrivato negli ultimi anni con grandi speranze, si trova ora ad affrontare vari problemi; tra questi, Mercator, che ha annunciato la possibilità di vendere i propri assett, oltre che in Albania, in parte anche in Bulgaria. La catena slovena ha aperto il primo ipermercato in Albania nel 2009, operando attualmente anche in altri due punti vendita più ridotti, con una quota dello 0,8 per cento in un mercato che complessivamente vale circa 700 milioni di euro.
 
I ricavi della compagnia nel 2011 sono ammontati a 5,3 milioni di euro; tra le altre catene internazionali operanti nel mercato albanese vi sono Conad, Carrefour e Delhaze, che è il player maggiore, con una quota del 3,2 per cento. La dimensione modesta di tali dati riflette un altro problema che le catene internazionali si sono trovate ad affrontare in Albania: il mercato è ancora molto frammentato, in cui i consumatori sono ancora legati a una cultura tradizionale, legata al concetto del ´negozio stotto casa´ e non sembrano ancora aver accolto il modello del grande supermercato, più lontano da casa e in cui andare con meno frequenza per effettuare spese di maggiore entità.
 



Marcello Berlich

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