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La maggior parte degli analisti economici ritiene che la mancata approvazione della Legge sulle Accise, ritenuta essenziale per il rinnovo dell´accordo col Fondo Monetario Internazionale, non ne sancirà tuttavia lo scioglimento, scrive Sarajevo Times.

La Camera dei Rappresentanti dell´Assemblea Parlamentare di Bosnia ed Erzegovina ha respinto per quatto volte il pacchetto di leggi che prevede un aumento delle accise sul petrolio, accogliento le conclusioni della Commissione Finanze e Bilancio relative alla proposta del Consiglio dei Ministri; il provvedimento è stato così definitivamente ritirato.

La legge in questione tuttavia rappresentava una delle condizioni per l´ottenimento della seconda tranche dei fondi previsti dall´accordo col Fondo Monetario Internazionale; ciò ha portato spesso a sostenere che la mancata approvazione potesse segnare la fine della cooperazione con lo stesso Fondo. Tuttavia gli analisti sono concordi nel ridurre la portata delle conseguenze, sottolineando i casi di altri Stati, come la Grecia, la collaborazione dei quali col Fondo è proseguita anche dopo il respingimento di provvedimenti ritenuti fondamentali: l´FMI offre raccomandazioni al Governo, questo da parte sua deve imparare a negoziare, cercando nel contempo fonti di finanziamento alternative sui mercati internazionali.

La reazione della cittadinanza prima e dei suoi rappresentanti parlamentari poi viene ritenuta completamente giustificate, viste le precedenti esperienze, in cui i fondi raccolti attraverso la tassazione del trasporto su strada o le accise non sono stati poi utilizzati nel modo giusto.

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