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La diminuzione generalizzata delle importazioni nello scorso mese di novembre ha spinto il governo a rivedere le previsioni sull’export di quest’anno, che dovrebbero attestarsi tra 150 e 151 miliardi di dollari. Welber Barral, direttore generale del Ministero dello Sviluppo economico della sezione del Commercio con l’Estero, non vede prospettive di recupero dell’export nel breve periodo. 

”Nel 2010 il nostro obiettivo è di far raggiungere alle nostre esportazioni un valore di 168 miliardi di dollari, un risultato leggermente superiore a quello ottenuto nel 2007”, ha affermato Barral. Nel 2007, le esportazioni hanno raggiunto un valore di 160 miliardi di dollari. Secondo il direttore generale, i principali fattori di riduzione dell’export sono la diminuzione dell’attività economica nei principali mercati del Brasile e la maggiore competizione oggi esistente per il rifornimento di questi mercati.

A questi fattori si aggiunge l’apprezzamento del real contro il dollaro e la quotazione mantenuta artificialmente bassa per le monete dei paesi competitor del Brasile, come la Cina. Una delle principali conseguenze della perdita dei mercati esteri è la riduzione delle esportazioni dei prodotti manifatturati, come il succo d’arancia e i veicoli pesanti. Semi-manifatturati di ferro e acciaio e acciai laminati piani hanno registrato una diminuzione in valore di circa il 44% nelle vendite, rispetto al 2009. Tra gennaio e novembre di quest’anno, il mercato che è maggiormente diminuito per gli esportatori è stato quello degli Stati Uniti, verso cui l’export brasiliano è diminuito del 43,7% rispetto allo stesso periodo del 2008.

“Una delle maggiori sfide per il Brasile nel 2010 è di guadagnare una maggiore presenza e mantenere i mercati dell’America del Nord”, ha commentato Barral, che ha attribuito la diminuzione al rallentamento dell’economia americana e al fatto che la maggior parte dell’export brasiliano verso gli Usa è composta dallo scambio di merci tra case madri e filiali di multinazionali. Barral ha aggiunto che il governo è interessato a far avanzare l’accordo quadro su commercio e investimenti con gli Usa, ma che finora “non vi è alcuna proposta sul tavolo”. Quest’anno, l’unico mercato che continua a assorbire esportazioni brasiliane è la Cina, che ha aumentato del 21,6% gli acquisti, principalmente commodities come minerale di ferro e soia. Lo scorso mese, perfino i prodotti di base, che hanno sostenuto l’andamento dell’export, hanno registrato una diminuzione del 15% rispetto al mese precedente. Le previsioni del saldo della bilancia commerciale per quest’anno sono inferiori al risultato del 2008, quando le esportazioni hanno superato le importazioni per un valore di 24,75 miliardi di dollari. L’import di macchinari, attrezzature per l’industria e i beni di capitale, hanno continuato a crescere a novembre anche se solamente dell’1% in relazione all’andamento di ottobre. D’altro lato, il totale dell’import del settore fino a novembre si è fermato di quasi il 18% al di sotto dello stesso periodo del 2008.

La diminuzione più consistente si è verificata nell’acquisto di materie prime e beni intermedi, che è stata del 29,5% tra gennaio e novembre, rispetto ai primi 11 mesi del 2008. La diminuzione di novembre rispetto ad ottobre è stata del 17%.



Fonte: www.ice.it - by Roberto Rais

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