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La crescita sostenuta dell'economia brasiliana, pur non essendo sufficiente a far aumentare la quota del Brasile sul PIL mondiale, ha però contribuito in maniera determinante a far raggiungere livelli record al reddito pro capite.


Secondo le statistiche del Fondo Monetario Internazionale, il valore più alto del PIL pro capite in Brasile è stato raggiunto nel 2008 con 10.325 dollari USA, secondo il criterio conosciuto come PPP (la sigla in inglese sta per Parità del Potere d’Acquisto).

Alla fine di quest’anno secondo il FMI tale valore dovrebbe arrivare a 10.289 dollari. Però, dal momento che questa proiezione è stata elaborata prima che l’istituzione aumentasse la proprie stime sulla crescita economica del Brasile dal 5,6% al 7,1%, è probabile che il PIL pro capite del 2010 superi il vecchio livello-record. È un valore basso se si confronta con quello degli Stati Uniti, per esempio, in cui il PIL pro capite supera i 46 mila dollari US$. Ma è superiore a quello della Cina (6.500 dollari Usa) e dell’India (circa 3.000 US$).

È per questo che alcuni specialisti argomentano che il Brasile non ha necessità di raggiungere il tasso di crescita della Cina e dell’India, dal momento che lo considerano a uno stadio di sviluppo più avanzato. “Il problema del PIL pro capite è che si tratta di una media. Come sappiamo, il Brasile è uno dei paesi con le maggiori differenze al mondo”, ricorda l’economista Simão Davi Silber, professore della Facoltà di Economia e Amministrazione dell’Università di San Paolo (USP).

Il Brasile infatti è al 9° posto nel ranking del PIL mondiale ma è solo 73° nel ranking del PIL pro capite. Secondo il programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) il Brasile è tra i paesi con le maggiori disuguaglianze al mondo, appena migliore della Bolivia, del Madagascar, del Camerun, della Thailandia, dell’Africa del Sud e di Haiti.

Esistono molte ricette per ridurre le differenze, ma il punto su cui tutti concordano è sempre lo stesso: l'investimento nell' educazione di giovani e adulti.




Fonte: ICE - by Roberto Rais

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